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Quello che stiamo vivendo è un fine settimana tragico sotto il punto di vista delle “morti bianche”.

Nella giornata di ieri, ad Udine, Lorenzo, uno studente di 18 anni, nel suo ultimo giorno di alternanza scuola lavoro, ha perso la vita dopo essere stato schiacciato da una barra metallica. Ogni morte sul lavoro è inaccettabile, ma la morte di uno studente durante uno stage che sarebbe dovuto essere un’esperienza di vita e avrebbe dovuto aprigli la strada verso il futuro, colpisce nel profondo.

Nella giornata di oggi, invece, a Torino, un’azienda di stampaggio, è morto un operaio di 59 anni cadendo da una sabbiatrice, mentre a Pomezia un operaio di 69 anni è deceduto precipitando dal tetto di una cella frigorifera.

La scia dei morti sul lavoro non si ferma, continua inesorabile destando sempre più preoccupazione.

Urge sempre più mettere in campo interventi che vadano nella direzione della prevenzione, dei controlli, della consulenza e dei sostegni, rafforzando tutte le misure di contrasto.